Laboratorio 3: Il Cyberbullo- Teatro dell’oppresso

Docenti: Jeane Santos Dias – Domenico Ammendola

Questo laboratorio si propone di utilizzare le tecniche proprie al teatro dell’Oppresso
(secondo il metodo di Augusto Boal); in particolare costruire un percorso di teatro Forum per
mettere in discussione il tema del Cyberbullismo attraverso e con gli occhi dei ragazzi stessi.

Il TEATRO dell’OPPRESSO mette al centro della discussione critica del gruppo la persona intesa non come singolo ma sempre e comunque il singolo in relazione al gruppo. Sua derivazione immediata è Il teatro FORUM. Nasce negli anni ’60 in Brasile, ad opera di Augusto Boal, direttore del Teatro Arena di Saõ Paulo. Si basa su una precisa presa di posizione, a favore degli “oppressi” e, parallelamente su un lavoro di coscientizzazione. Per conseguire questo scopo, Boal elaborò varie tecniche (teatro giornale, teatro forum, teatro immagine, teatro invisibile…). Nato dalle ceneri del Living Theatre, mette in risalto situazioni di conflittualità quotidiana che vengono proposte ed analizzate dal gruppo. Tengo a precisare che il nome ha una derivazione antropologica che non condiziona lo spettacolo: il canovaccio che si andrà a preparare col gruppo non sarà obbligatoriamente drammatico, anzi spesso la linea stilistica che si sceglie è più improntata sull’ironia, la provocazione, e svilupperà il tema scelto. Fine di tutto ciò, una rappresentazione in cui il pubblico è chiamato ad intervenire attivamente risolvendo le situazioni conflittuali proposte. Esaltando la figura del singolo sempre e comunque in stretta correlazione col gruppo, si arriverà ad un’ottimale integrazione per una discussione critica delle situazioni di conflittualità. Lo sforzo profuso da parte dei ragazzi, porterà ad una capacità sorprendente di lavorare in Équipe e di comprendere meglio le necessità e i doveri degli altri, il rispetto per le regole e la società che le formula.

La rappresentazione finale, dovrebbe avere una durata di 30 minuti circa.

Questo laboratorio differisce dagli altri perchè permette nel momento finale di restituzione, coinvolgendo direttamente il pubblico, di far partecipare attivamente tutto il pubblico, sia che esso sia formato da ragazzi che da adulti. Grazie a questo escamotage si può prevedere un momento finale aperto anche ai genitori che verranno coinvolti attivamente nella risoluzione del conflitto proposto. Il percorso può non essere intensivo (cioè sviluppato completamente in una settimana) ma a cadenza settimanale, coprendo così un lasso di tempo di uno/due mesi circa; inoltre può essere pensato con una durata doppia rispetto agli altri percorsi con di conseguenza un approfondimento e una restituzione finale può approfondita ed esaustiva.

Il numero massimo degli studenti per laboratorio è di 20-25.
La rappresentazione finale del laboratorio scelto avrà una durata di 30 minuti circa e sarà realizzata nell’Aula Magna delle scuole.